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Race for Glory – Confusione, Sanremo e tanta XRT

Giovedì scorso, nelle sale di tutta Italia, è finalmente uscito il tanto atteso film Race for Glory. Un film che abbiamo voluto analizzare!

Giovedì scorso, nelle sale di tutta Italia, è finalmente uscito il tanto atteso film Race for Glory.
La trama racconta la storia della stagione 1983 del Mondiale Rally, ricordata da molti per la rivalità tra Audi e Lancia.

Bisognerebbe fare davvero tante premesse, perché guardare certi film con un occhio da appassionato potrebbe non far apprezzare determinate situazioni. Tuttavia è da ritenere un film che meriti di essere visto.

Non è facile trovare al cinema pellicole che parlino di Motorsport, ancor più difficile che l’argomento sia quello dei rally, considerato di nicchia. Nel caso specifico, determinati elementi, volutamente lasciati da parte, pare non abbiano aiutato a raccogliere i consensi che realmente avrebbe potuto ricevere, con davvero poco di più si sarebbero potuti realizzare dei dettagli che molto probabilmente avrebbero fatto la differenza.

Race for Glory, andiamo per ordine

Un cast davvero importante, dove spiccano come attori principali Riccardo Scamarcio, nelle vesti di Cesare Fiorio, e Daniel Brühl ,in quelle di Roland Gumpert, con comparse d’eccezione come lo stesso Fiorio e Lapo Elkann nei panni proprio del Nonno Gianni Agnelli. Da non tralasciare l’ottima interpretazione di Volker Bruch come Walter Rohrl e di Giammaria Martini come Hannu Mikkola.
Tutti gli attori sono stati in grado di trasmettere numerose emozioni, contrastanti e non, nel raccontare una bellissima storia grazie anche ad una trama avvincente, che in qualche modo non ha mai annoiato la visione del film.

I Contro

Senza nulla togliere alla bravura degli attori, vediamo in Riccardo Scamarcio un ossessione nel ribadire il concetto del “vincere”, a parere nostro con troppa insistenza. Il rally è uno sport di squadra, con i piloti, Navigatori e meccanici, non “un possesso” di un leader che combatte da solo contro tutto il resto del mondo.

Discorso leggermente diverso arriva da Bruhl, che in questo caso interpreta lo stereotipo del classico tedesco che pensa di essere più bravo di chiunque altro. Mette da parte quasi totalmente la sua figura da ingegnere e pioniere che ha cambiato il mondo delle corse.

E poi c’è Udo Kurt, giovane pilota promessa del Rally e personaggio di fantasia, che personalmente ho trovato totalmente estraneo al contesto. Sarebbe stato giusto, ma soprattutto sensato, inserire piloti che realmente hanno avuto un ruolo determinante durante la stagione. Miky Biasion, Attilio Bettega, Stig Blonquist, Ari Vatanen e molti altri, non sono mai menzionati.

Piccole leggerezze sono emerse anche nel vedere note lette su un road book, sorpassi in trasferimento come se fosse una gara su pista, e versioni differenti della stessa macchina durante la stessa sequenza di scena. Ultimo ma non per importanza tra i difetti, un Mikkola in piena depressione dopo aver vinto il Campionato del Mondo Piloti. Mah.

I Pro

Per quanto riguarda i Pro di Race for Glory, indiscutibile è il piacere di vedere auto da Rally sul grande schermo. Il sound delle 037 e Audi Quattro è qualcosa di unico e idilliaco, che non ti stancheresti mai di ascoltare. Per non parlare della scena del conteggio delle 103 + 97 auto, con Fiorio che propone agli ispettori un pranzo veloce, davvero ben curata e piacevole da vedere.

Interessante anche il personaggio romanzato della Dottoressa Jane Mccoy, chiamata in aiuto come preparatore atletico dal Team Lancia.

Altra scena memorabile è quella del “Pit Stop”, più che verosimile, in prova speciale. In un epoca dove non esistevano le immense hospitality, l’astuzia di Fiorio ha rivoluzionato questo sport, portando innovazioni e idee da vero stratega.

Sanremo, un vero Piacere!

Gran parte di Race for Glory ha avuto come set la nostra cittadina, con molte riprese che riprendono sia i fasti del Rallye Montecarlo che quelli del nostro Rallye Sanremo.
Molte scene sono girate dentro il famoso Hotel Royal, mentre nella parte finale del film molte riprese hanno sede lungo la famosa strada che da Ospedaletti porta a Coldirodi chiamata Turnichetti.

XRT Scuderia, Attori provetti!

Un salto nel passato ma con gli occhi del futuro. Dieci rappresentanti della nostra Scuderia si sono prestati come comparse per un giorno e hanno trovato un piccolo spazio dentro la pellicola. Un piacere ma soprattutto un orgoglio aver portato la nostra Scuderia sul grande schermo, con Lorenzo Lanteri, Marco Marinotti, Luca StaRace, William Hegyes, Sergio Tappa, Federico Barberis, Alessio La Cola, Valerio Fiore, Alessandro D’Ambrosio e Fabio Ferranti.

In conclusione, il mio personale giudizio attribuisce a Race for Glory un voto di 7.5. Sicuramente da appassionato con occhio critico ci sono diversi problemi, ma per il grande pubblico è un film che merita di essere visto.

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